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Stefania Quinzani
La vita e il messaggio

Stefana Quinzani nacque ad Orzinuovi (BS) il 5 febbraio 1457 da Lorenzo Quinzani e Savia Sciani, una famiglia di contadini originaria di Quinzano d’Oglio (BS). A sette anni pronunciò il voto di castità e Cristo le apparve mettendole al dito un prezioso anello. A quindici anni entrò nel Terz’Ordine Domenicano. Anche il padre, rimasto vedovo, era diventato terziario domenicano e aveva collaborato come aiutante nel Convento di San Giacomo Apostolo a Soncino (CR). Morto il padre, Stefana si trasferì a Crema (CR), lavorando come domestica nella casa di un medico, Giovanni Sabbadini, e, in seguito, del nobile Gian Francesco Verdelli. Qui, il Venerdì Santo del 1489, visse la sua prima esperienza mistica: la Passione di Cristo, fra dolori lancinanti, che lasciò segni sul suo corpo attraverso le stigmate. E per quarant’anni, ogni Venerdì santo, visse questa dolorosa esperienza. Il 16 giugno 1500, assistettero ad una delle sue estasi i marchesi di Mantova,Francesco Gonzaga ed Isabella d’Este ( che ne lasciarono una documentazione scritta ) con i quali strinse una forte amicizia. Verso i primi anni del Cinquecento, Stefana ritornò a Soncino dove fondò un monastero dedicato a San Paolo e a Santa Caterina, iniziato intorno al 1508, approvato , nel 1512, da papa Giulio II e conclusosi nel 1519. Qui morì il 2 gennaio 1530, pronunciando le sue ultime parole: “In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum”. Venne sepolta, come da lei richiesto, nel suo monastero che, nel 1784, venne soppresso. Le sue reliquie furono smembrate: a Soncino rimase il capo, mentre il corpo venne donato all’arciduca Ferdinando di Borbone, Duca di Parma, e traslato nel santuario di San Liborio a Colorno (PR). Dal 1988, le spoglie mortali della Beata, ricomposte, sono custodite nella Chiesa di San Giacomo Apostolo a Soncino (CR), da dove la piccola Stefana aveva mosso i suoi primi passi verso la santità. Dal 1908, nella Chiesa di San Rocco a Quinzano d’Oglio (BS), nei pressi della sua casa di famiglia, è conservato un osso della tibia sinistra. Fu proclamata Beata il 14 dicembre 1740 da papa Benedetto XIV. Il suo nome deriva dal greco “corona” e riadattato nel latino “incoronata”. Si festeggia il 2 gennaio.

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