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Il Borgo

Dopo aver visitato la rocca ci accingiamo a scoprire il borgo di Soncino. Proseguendo lungo il fossato orientale raggiungiamo lo spalto delle mura, dove sorge l'ex Filanda Meroni, edificata nel 1898 con caratteri eclettici tipici dell'architettura tardo-ottocentesca. Proseguendo, giungiamo alla Porta a Sera ed entriamo nel borgo per via IV Novembre, l'antica Strata Magna (Contrada Grande) che ne costituisce l'asse principale. Il tessuto urbano rivela la sua conformazione tipicamente medioevale con case e palazzi allineati lungo la strada. Il piano terra era adibito a laboratorio - bottega, preceduto da portico, mentre l'abitazione vera e propria si trovava al piano superiore. Il cortile di servizio, generalmente lungo e stretto era strettamente funzionale alle attività produttive. La maggiore larghezza della strada sottolinea questa specificità prettamente commerciale ed insieme rimarcare l'asse viario privilegiato. Probabilmente l'apertura della strada è legata all'addizione Dovariana della metà del XIII secolo. Perso il suo carattere commerciale, l'asse viario acquisì sempre più uno spiccato carattere residenziale.

Palazzo degli Azzanelli

Particolarmente interessante è il quattrocentesco Palazzo degli Azzanelli, risultato della trasformazione di un precedente palazzo acquistato dalla famiglia di mercanti soncinesi. Il Palazzo presenta un'elegante facciata decorata da monofore trilobate in cotto con putti e modanature a tortiglione, con cornice marcapiano in cotto decorata da festoni, ghirlande e putti reggighirlanda. Un tempo il Palazzo presentava una ricca decorazione costituita da piastrelle in ceramica policroma. Il Palazzo presenta un bel cortile, preannunciante una monumentalità tipicamente secentesca con gli archi ribassati ampi e le colonne con entasi.

Palazzo Zardina-Cropello

Questo Palazzo, posto nelle vicinanze del Palazzo Azzanelli, è il risultato di una vasta ristrutturazione tardo settecentesca dell'antico Ospedale dei Pellegrini e che ha inglobato il "Quartiere Barbò", arsenale privato della nobile famiglia, di cui è possibile ammirare la torre, rimaneggiata, posta all'angolo del fabbricato. Quest'ultima si presenta con facciata in cotto ingentilita da due bifore strombate al piano nobile.

Palazzo Bobbio-Tonsi

Questo Palazzo è l'unico ad aver conservato l'originaria struttura del portico terreno con quattro archi acuti.

Palazzo Barbò-Cropello

Edificato dalla nobile famiglia cremonese, venne ampiamente rimaneggiato nel XVIII secolo ed in seguito adibito ad osteria grande della Comunità e fornaio. Nella parte terminale della strada è possibile ammirare la lunga teoria di portici sotto cui si aprivano le botteghe. Nelle vicinanze, in via De Baris, è possibile ammirare un bel cortile quattrocentesco denominato "Ai cinque frati".

Palazzo Comunale

Posto nella piazza del borgo, il Palazzo comunale, quale lo vediamo oggi, si presenta come una serie di ricostruzioni, aggiunte e demolizioni. Il palazzo è cresciuto nei secoli con l'aggiunta di diversi corpi di fabbrica (situazione analoga presenta il Palazzo Comunale di Cremona): la Torre civica ed il Palazzo Vecchio risalgono al XII secolo, il Palazzo dei Consoli, in seguito inglobato nel Palazzo Comunale risale alla seconda metà del XII secolo, il Palazzo del Podestà, della metà del XIII secolo ed infine il Palazzo Nuovo che chiude il lato sud della piazza, eretto nel XV secolo. La Torre delle ore presenta alla sommità due automi, aggiunti nel 1506 dal governo veneziano. Il Palazzo del Podestà venne distrutto nel 1802 da un terremoto che danneggiò pure una parte del Palazzo dei Consoli, alterando irrimediabilmente il prospetto occidentale sulla piazza. La facciata attuale venne ricostruita, arretrandola verso oriente e con un timpano spezzato di gusto classicheggiante, sormontato dalla torretta con l'orologio astronomico, le cui decorazioni in terracotta risalgono al 1977. Il Palazzo Nuovo venne allungato mediante l'aggiunta di tre campate. L'unica parte originale del Palazzo è l'ala settentrionale, in cotto, con evidenti tracce delle aperture romaniche a bifora e la Torre civica. La Torre civica venne costruita nel 1128, a canna quadrata e si sviluppa per un'altezza di 31,50 metri. Nel 1575 venne rialzata sino alla quota attuale di 41,80m. Secondo la tradizione, nel Palazzo venne rinchiuso Ezzelino da Rimano dopo che fu sconfitto nella battaglia di Cassano, avvenuta il 27 settembre 1259, ad opera del soncinese Giovanni Turcazzano. Le cronache narrano che Ezzelino, incarcerato a Soncino, si lasciò morire dopo pochi giorni. Per tradizione, ogni mercoledì mattina alle 9.00 (originariamente a mezzogiorno) il campanone della Torre civica fa risuonare i lugubri rintocchi dell'agonia che ricordano la fine del tiranno. All'interno il Palazzo ospita la bella sala della Giunta impreziosita da un arredo ligneo, l'Archivio storico con documenti dal 1311 ai giorni nostri ed una quadreria. In quest'ultima segnaliamo il Cristo Crocifisso, opera del cremonese Giulio Calvi detto il Coronaro, proveniente dalla chiesa di S. Giacomo; l'Immacolata tra S. Bernardino ed il Beato Pacifico Ramati, opera settecentesca del milanese Federico Ferrario, proveniente dall'oratorio di S. Bernardino.

Casa degli Stampatori

Lasciata la Pieve imbocchiamo a destra la via Lanfranco che conduce al quartiere abitato un tempo dagli Ebrei dove sorgeva anche il cimitero ebraico e probabilmente la sinagoga. La Casa degli Stampatori è un edificio risalente al XV secolo che la tradizione identifica come la sede della stamperia creata nella seconda metà del XV secolo da Israel Nathan. La facciata, che si sviluppa in altezza con tre piani, presenta delle monofore ogivali ed ospita oggi il Museo della Casa degli Stampatori. Al piano terreno sono esposte le attrezzature appartenenti ad una vecchia tipografia: nelle cassettiere sono conservati i caratteri di diverso stile, in legno ed in piombo, oltre ai caratteri in ebraico, alcune macchine da stampa risalenti alla fine del XIX secolo ed all'inizio del secolo scorso, oltre ad una fedele ricostruzione di un torchio in legno del 1485 per la stampa. Al piano superiore sono conservate le riproduzioni dei principali incunaboli qui stampati, oltre alla famosa Bibbia, stampata nel 1488 da Gershom Soncino e considerata la prima bibbia ebraica stampata del mondo, oltre ad altre opere stampate nei luoghi ove operarono in seguito i Soncino.

Via Sant'Antonio

Lungo la via Sant'Antonio possiamo ammirare una sequenza di antichi edifici del XV secolo e che hanno mantenuto inalterati i loro caratteri architettonici: l'ex-chiesa di S. Antonio, il Palazzo del Monte di Pietà, l'Ospedale di S. Antonio. Le fronti sono caratterizzate da finestre strombate e portali con archi ogivali. L'Ospedale di S. Antonio venne fondato nel 1240 dal Beato Facio da Verona che aveva curato l'erezione del Consorzio dello Spirito Santo in Cremona il quale creerà in seguito l'Ospedale di S. Maria della Pietà. Di fianco all'ospedale venne fondata pure la chiesa dedicata prima allo Spirito Santo ed in seguito a S. Facio, in onore del fondatore dell'Ospedale, indi a S. Antonio Abate. Qui sorgeva pure il Monte di Pietà, fondato nel 1472 dal francescano Pacifico Ramati da Cerano. L'opera pia di Frà Pacifico si allineava alla propaganda antisemita propugnata nella metà del secolo da S. Bernardino da Siena il quale intendeva favorire la popolazione meno abbiente, denunciando l'abuso dell'attività feneratizia da parte degli ebrei. I due frati sono raffigurati in un affresco posto nell'abside della Pieve, ma un tempo situato sulla facciata dell'Oratorio di S. Bernardino, eretto dallo stesso Pacifico.

Palazzo Covi

Questo palazzo sorge in piazza S. Martino, sulla quale prospetta pure la Loggia Comunale, eretta nel 1879 e denominata Portico Rosso, a causa del colore dei mattoni della pavimentazione. La loggia presenta tre archi decorati da bugne. Le pareti sono ornate da bassorilievi in cotto raffiguranti i Mesi, i Mestieri ed i giochi d'infanzia. Le formelle sono opere recenti realizzate dagli allievi dalla Scuola di Artigianato d'Arte. Sul lato settentrionale della piazza vi sono due palazzi settecenteschi con portico e loggiato. il Palazzo Covi, già dimora della nobile famiglia soncinate, presenta, seppur rimaneggiato, l'originario apparato decorativo in cotto con fregi, cornici e formelle di epoca rinascimentale. Anche le finestre presentano cornici in cotto, come pure in cotto è la cornice marcapiano, decorata con motivi classici ad ovuli, dentelli ed archetti intrecciati oltre ad una serie di putti inginocchiati che reggono festoni e ghirlande con lo stemma della famiglia.

Teatro Comunale

Il Teatro Comunale, attualmente sede della Biblioteca Comunale, venne edificato nel 1791, ma la facciata attuale, in stile liberty, è il risultato della trasformazione avvenuta agli inizi del secolo scorso.

Palazzo Galantino

Eretto all'inizio del XVIII secolo, il Palazzo Galantino presenta una sobria facciata d'impianto classico. Di fronte sorge il complesso dell'ex-convento dei SS. Paolo e Caterina, fondato dalla Beata Stefana Quinzani nel 1508. Soppresso nel 1784, la chiesa venne ridotta a cappella privata della famiglia Galantino. La chiesa pubblica venne trasformata in sala teatrale.

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